La storia

Dal XIV al XVIII secolo

Nonostante la sua esistenza, come per il resto delle altre isole dell’arcipelago, sia conosciuta fin dell’epoca romana, Lanzarote rimane tagliata fuori del mondo civilizzato. Quando nel 1312 il navigatore ligure, Lanzarotto Meloncello, la raggiunge l’isola è abitata da una popolazione che vive ancora all’età della pietra: i Guanci. Nel 1402 il normanno Jean de Bethencourt sbarcò sull’isola con intenzioni di conquista e dopo averla fatta sua vi si stabilì. Successivamente colonizzò anche l’isola vicina di Fuerteventura.

Nella zona più meridionale del comune di Yaiza, nella zona conosciuta come “El Rubicón“, fu costruito il primo insediamento europeo delle Canarie (1402) che diede il via alla conquista dell’arcipelago Canario. In questo luogo era stata costruita la cattedrale di Limoges distrutta poi in seguito dai pirati inglesi nel sedicesimo secolo, attualmente vi sorge il paesino chiamato Femés. Questa diocesi è stata in seguito  spostata nel 1483 a Las Palmas di gran Canaria.

Nel 1500 l’isola vive un secolo di terrore a causa delle continue scorribande dei pirati magrebini che la saccheggiano ripetutamente costringendo i suoi abitanti ad abbandonare le coste e rifugiarsi nell’entroterra.

L’eruzione del Timanfaya

Il primo giorno di Settembre del 1730, dopo un lungo susseguirsi di giorni segnati da terremoti più o meno forti e altri terrificanti segnali, inizia una lunga serie di disastrose eruzioni vulcaniche. In quasi  sei anni circa un terzo dell’isola viene sconvolta e completamente modificata nella sua geografia a causa di lava, cenere, lapilli e crateri aperti improvvisamente inghiottendo vari paesi. Al termine della fase eruttiva la fisionomia dell’isola di Lanzarote sarà completamente stravolta.

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